lunedì 30 gennaio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Devo abituarmici (della serie "Benventua al sud!")
Vivo in Abruzzo ormai da un anno e quello che ho notato in maniera particolare è la grande sorpresa delle persone quando vengono a sapere che dalla Romagna mi sono trasferita qua. D'impulso, tutti mi dicono "Ma cosa ci sei venuta a fare quaggiù?". I primi tempi ci rimanevo male, sono sincera. E' vero che nessuno mi ha obbligata né forzata a venire qua, la scelta l'ho fatta io e la rifarei ancora mille volte perché stare con il mio compagno è quello che mi fa stare bene, però come dire, un po’ di incoraggiamento non mi sarebbe dispiaciuto.
Perché la verità è che in Romagna si sta bene, a Cesena poi (che è la mia città natale) si sta assai bene, per cui lasciarla non è stato facile nemmeno per me che un motivo enorme per venire qui ce l'avevo.
La Romagna è una terra speciale, l'ho sempre saputo e ne ho avuto la riprova ora che non ci vivo più, ora che qualche confronto in più lo posso fare. Si vive bene in Romagna, la gente è ospitale ma non invadente, ci sono i monti, le colline e il mare, si mangia bene e ci si diverte. Inoltre, offre parecchi servizi alla persona, si possono fare molte scelte, le cose funzionano. Forse è per questo che la gente di qua rimane interdetta quando dico che me ne sono venuta a vivere in Abruzzo: qui sono più abituati ad andarsene per studiare o cercare lavoro, ed è più raro trovare qualcuno che invece vi si trasferisce.
Immagino, però, che non sia così in tutta la regione, penso ad esempio alla zona costiera che penso sia più aperta trovandosi sulla direttrice adriatica. Io, invece, vivo in mezzo al polpaccio, mi trovo al confine con il Lazio, più vicina a Roma che a Pescara, nell'altopiano del Fucino. Fino a qualche decennio fa, quando non esisteva l'autostrada, queste zone erano inevitabilmente più isolate e di certo anche questo ha contribuito a formare il carattere degli abruzzesi o meglio, dei marsicani.
Quello che noto, non in tutti è chiaro, ma abbastanza diffusamente, è che la gente di qua mostra un senso di inferiorità verso il "Nord", una specie di timore reverenziale che fa pensare loro che nord sia sinonimo di perfezione (o quasi). In questo l'Italia è veramente divisa in due: non esiste il "centro", ma solo il "nord" e il "sud".
Non nego che certe cose non siano vere, però vivendo qui vedo anche che ci sono tantissime potenzialità che non vengono sfruttate. Penso anche che le persone invece di lamentarsi dovrebbero pensare a come migliorare la propria città e in questo modo la qualità della propria vita. Partendo dalle piccole cose si riesce a fare tanto. E poi, comunque, ci sono tanti fattori positivi qui: la natura è bellissima, ci sono dei monti favolosi e dei paesini in mezzo che sono una meraviglia, per natale sembravano tanti piccoli presepi. Sarebbe bello poterli valorizzare a livello turistico, renderli ospitali, creare dei percorsi gastronomici e naturalistici anche per le mountain bike oltre che per i camminatori. Di sicuro, già ce ne saranno, ma si potrebbe ampliare la rete, creare una cultura dell'ospitalità più diffusa. Ma forse mi sto un po’ troppo allargando.
In ogni caso, penso che prima di lamentarsi delle cose che non vanno bisognerebbe rimboccarsi le maniche e darsi da fare per migliorare quello che c'è. Perché è brutto sentire dire dalla gente che vive qui che non ama la propria città: io non sono abituata a questo tipo di pensiero, a Cesena puoi girare ovunque ma mi sento di dire che nessuno, nessuno davvero ti dirà mai che non ama la propria città, che la trova brutta e inospitale. Ma Cesena non è venuta su da sola, sono stati i cittadini e le amministrazioni a renderla così piacevole, penso che questo debba far riflettere.
domenica 15 gennaio 2012
100 volte....zitti e Mutu!
Lo so, lo so, dovrei essere più obiettiva e scrivere del Cesena ogni volta, anche quando le cose non vanno al meglio (il che in questo campionato è -ahimè- moooooolto frequente), ma chissà perché con il calcio mi comporto nell'esatta opposta maniera di quello che facevo con il mio diario adolescenziale: lì la "sofferenza" emotiva e sentimentale era uno stimolo fondamentale per scrivere pagine su pagine di pensieri e riflessioni. Con il calcio, invece, mi risulta veramente difficile parlare del Cesena dopo una sconfitta, ad un passo dalla serie B, mentre mi riesce più semplice e più piacevole senza ombra di dubbio farlo in occasione di una vittoria. E poi diciamocelo, chissenefrega no? Oggi abbiamo vinto contro il Novara, un bel 3-1 tondo tondo che poteva anche essere un 4-1 se solo Candreva non avesse sbagliato il rigore, ed è d'OBBLIGO festeggiare. Nonostante il Lecce abbia vinto a Firenze (mannaggia!) e la zona salvezza sia ancora a 3 punti. E nonostante sabato prossimo si giochi all'Olimpico contro la Roma. Noi festeggiamo i 100 gol (che poi sono diventati 101) di Mutu e ci aggrappiamo a lui, con tutte le contraddizioni tipiche del tifoso: fino a ieri era un campione mancato, domani immagino che sarà il nostro salvatore, per poi ridiventare una delusione alla prossima inevitabile sconfitta. Ma d'altra parte questo è il bello del tifoso: a lui non si chiede coerenza né obiettività, oggi può dire nero e domani bianco che nessuno si sognerà mai di considerarlo pazzo...perché questo è tifare con il cuore, onde per cui la ragione spesso e volentieri si va a far benedire.
Io, nel mio piccolo, sono contenta di avere avuto una conferma: se non compro la partita su Sky il Cesena non dico vince, ma se non altro se la gioca. Già dallo scorso anno andava così, se solo mi azzardavo a comprare la partita arrivava una sonora sconfitta che mi lasciava doppiamente male (quei soldi, per pochi che siano, avrei potuto risparmiarmeli e utilizzarli in miglior modo). Sì, manteniamo salde tutte le nostre superstizioni, perché il tifo è questo, ti porta a credere in cose assurde, che nella vita di tutti i giorni anche tu ritieni assurde ma che in questo contesto specifico assumono tutto un loro valore. Che per una salvezza in serie A è un grandissimo valore!
lunedì 9 gennaio 2012
Un volo per...Lisbona!
Il 2012 è iniziato, è anche già da qualche giorno. Devo dire, posso dire, che è iniziato bene: io e Luca ci siamo regalati un viaggio a Lisbona! Nati lui a gennaio, io a febbraio, invece di spendere i soldi per cose che abbiamo o che comunque sono sempre un di più, abbiamo pensato bene di spenderli per il volo Roma-Lisbona.
Che meraviglia! Solo con la prenotzione in tasca mi sento meglio, è come se il viaggio fosse già iniziato. La fase organizzativa, infatti, mi piace molto, mi diverto a cercare gli hotel, a leggere le guide turistiche, a navigare su internet raccogliendo più informazioni possibili. E Lisbona è una città che ho nel cuore. Dovevamo andarci nell'aprile del 2008, ma poi scoprii la mia malattia che mi portò a dover affrontare 8 mesi pesanti e il viaggio chiaramente fu messo da parte. Lo riprendiamo in mano ora con una emozione tutta nuova. Staremo in Portogallo per 3 giorni e mezzo, spero che il tempo sarà clemente per poter godere appieno della città, in particolare dei miradouros che non vedo l'ora di poter ammirare....tipo questo!
Se potessimo trovare giornate così belle ne sarei terribilmente grata! Ma vedremo, ciò che importa è che si parte, il resto è solo un di più. L'ultima volta che andammo a Parigi, due anni fa, abbiamo trovato vento, pioggia e pure neve, ma questo non ci ha certo fermati.
Per le letture pensavamo ad Antonio Tabucchi: "Requiem" potrebbe fare al caso nostro, oppure "Treno di notte per Lisbona" da cui ho preso gentilmente in prestito il titolo per personalizzarlo e farlo mio :)
Che meraviglia! Solo con la prenotzione in tasca mi sento meglio, è come se il viaggio fosse già iniziato. La fase organizzativa, infatti, mi piace molto, mi diverto a cercare gli hotel, a leggere le guide turistiche, a navigare su internet raccogliendo più informazioni possibili. E Lisbona è una città che ho nel cuore. Dovevamo andarci nell'aprile del 2008, ma poi scoprii la mia malattia che mi portò a dover affrontare 8 mesi pesanti e il viaggio chiaramente fu messo da parte. Lo riprendiamo in mano ora con una emozione tutta nuova. Staremo in Portogallo per 3 giorni e mezzo, spero che il tempo sarà clemente per poter godere appieno della città, in particolare dei miradouros che non vedo l'ora di poter ammirare....tipo questo!
Se potessimo trovare giornate così belle ne sarei terribilmente grata! Ma vedremo, ciò che importa è che si parte, il resto è solo un di più. L'ultima volta che andammo a Parigi, due anni fa, abbiamo trovato vento, pioggia e pure neve, ma questo non ci ha certo fermati.
Per le letture pensavamo ad Antonio Tabucchi: "Requiem" potrebbe fare al caso nostro, oppure "Treno di notte per Lisbona" da cui ho preso gentilmente in prestito il titolo per personalizzarlo e farlo mio :)
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